12 gennaio 2011

In love with Summer Fiction

Accade di innamorarsi in un sogno.
Nel mio compare una persona conosciuta su internet. Una persona con cui converso e intreccio un piacevole rapporto a distanza finché, una notte, mentre passeggio sola lungo una strada di campagna, questa persona mi scrive arrivo e noto di lontano un cavallo che si dirige al galoppo nella mia direzione. E' buio, e quando finalmente riesco a distinguere il cavaliere mi accorgo che si tratta di una ragazza. Nel frattempo lei mi raggiunge e smonta da cavallo, uno sguardo rapido, io sorrido imbarazzata chiedendomi se sia il caso di chiarire subito l'equivoco, ma lei è bellissima e non faccio in tempo a parlare che mi ritrovo a baciarla. E nonostante continui a ripetermi che non posso innamorarmi di una ragazza c'è qualcosa nel suo sguardo, di così triste ma al tempo stesso appassionato da esserne travolta. Ho la sensazione che le spezzerei il cuore se la respingessi, ma soprattutto che spezzerei il mio, in un qualche modo.
In quel momento però, con la repentinità che contraddistingue i sogni, mi ritrovo la bocca piena di bucce di quelle che sembrano carrube o fagioli, ma di una consistenza quasi cartacea molto sgradevole, e vorrei liberarmene ma al tempo stesso dissimulare l'accaduto così che lei non possa accorgersene.
...
A questo punto credo d'essermi svegliata, o comunque ho dimenticato il resto.

Il sogno risale a un paio di notti fa, ma soltanto oggi ho ritrovato la ragazza. L'ho riconosciuta, stesso sguardo, non posso sbagliare e devo ammettere che questo allentarsi dei confini della realtà onirica fa un certo effetto.
Perché un giorno sogni una ragazza che ti fa innamorare (il che è già di per sé abbastanza singolare) e il giorno dopo ricompare in carne e ossa sulla copertina di un album che avevi notato e dimenticato (ma evidentemente non abbastanza).
E ti ritrovi a pensare Lei esiste.

E mi ritrovo a pensare che sono sempre più strana.




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