1 agosto 2011

Sogno d'una capra di mezza estate

Andando a passeggio ho incontrato due capre sul sentiero che costeggia il bosco. Ho belato, schioccato la lingua, parlato dolci parole, sussurrato, fischiato, baciato l'aria, niente, non sono riuscita ad avvicinarle, mi hanno fissata a lungo con quel loro sguardo carico di significato e poi si sono dileguate in mezzo ai rovi.
Qui intorno nessuno che sappia da dove sono evase. Nessuno che si domandi dove siano dirette.

5 commenti:

M. ha detto...

Hai mai letto "Palline di pane" della Mastrocola?! Io ho iniziato a leggerlo ieri scomodamente sdraiato in spiaggia. E' curioso come uno dei personaggi portanti sia una capra. Una capra selvatica che incontra un giorno una donna che a modo suo cercherà di prendersene cura. Non ti immaginare la capra sui monti, qui siamo al mare e la storia è piuttosto strampalata, ma in qualche modo mi ha ricordato molto questo tuo incontro di mezza estate.
M.

Tizia ha detto...

Il libro non lo conosco, ma una cosa è vera: le letture in spiaggia sono sempre piutosto scomode.

(per inciso se le due caprette si fossero fatte acchiappare me le sarei portate a casa)

M. ha detto...

..ovviamente anche nel libro la capra viene portata a casa. Una sorta di adozione. Una capra-cane presa in famiglia con l'idea che possa smuovere dinamiche e risolvere problemi. Vedremo come finirà. Al momento la capra-cane in casa sembra dare solo problemi e creare imbarazzanti situazioni. Immagino che tra giafani (un po' ciccioni mi pare), lupi feroci e caprioli mimetici la tua casa possa accogliere altro, ma pensaci bene ad adottare le capre. O almeno aspetta che finisca il libro che vediamo come vanno le cose. ciao
M.

M. ha detto...

Colazione, città deserta, auto, spiaggia, sole, auto, città deserta, cena. Le miei esagerate ferie sono ormai finite. Con loro però, dolorosamente inarcato sulla spiaggia come i piedi curvi di una seggiola a dondolo, ho finito anche le pagine del libro.
Forse ho preferito altro della Mastrocola ma in fin dei conti anche questo libro mi è piaciuto. Magone finale incluso. Sì perchè è uno di quei romanzi che partono veloci, leggeri, ironici e solari con solo qualche piccola nuvola bianca qua e là, di quelle da poca ombra; hai presente quelle nuvolette passeggere sulla vita degli altri (e nostre) a cui spesso non si presta attenzione? Ecco quelle nuvole lì. Poi però si va sempre più a fondo e si scopre come il cielo sia ben più buio, coperto e profondo di come inizialmente si crede. E sono in realtà quelle nuvole che impediscono alla luce di passare e ci immergono in giornate ombrose. Mi pare che queste nuvole siano più che altro le nubi e i dubbi di tutti noi quando ci interroghiamo sulle scelte fatte e sul perchè delle starde intraprese nella vita. Domande a cui non sempre si riesce a rispondere a segno. Quel che è certo, però, è che prima o poi il vento di tramontana arriva.
Ecco, bella storiella. Bravo. Scarso. Pessimo. Ma perchè scrivertela? Potrà mai interessarti? Direi di no, o almeno non lo so. Ma le capre forse è meglio non prenderle.
M.

Tizia ha detto...

Per rispondere alla tua domanda, mi interessa quello che scrivi, vi trovo qualcosa di indefinitamente familiare.